Conto Energia 2011

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Mercoledì 12 Maggio 2010 18:36

Conto Energia 2011


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La bozza del Decreto Ministeriale, che dovrà aggiornare le incentivazioni del fotovoltaico dopo il 2010, continua a suscitare reazioni  tra gli addetti ed esperti del settore. Dopo le critiche espresse dalle associazioni di categoria (vedi  articolo sotto) arrivano le osservazioni di Intellienergia, una società ad elevato valore tecnico-scientifico promossa e partecipata dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Dall’analisi di Intellienergia emergono importanti considerazioni e commenti che riportiamo in sintesi.
  • “In virtù dell’analisi effettuata e delle richieste dell’industria fotovoltaica italiana, si ritiene che il livello di potenza incentivata  e l’obiettivo di 5.000 MW al 2020, risultano essere sottodimensionati anche rispetto agli obbiettivi nazionali ed agli impegni assunti in sede comunitaria”
  • “Livello di potenza incentivata ritenuta non sufficiente per la strutturazione e per lo sviluppo industriale di una filiera fotovoltaica italiana a concentrazione”
  • “Se fosse confermato il valore delle tariffe iniziali al 2011 e il decurtamento percentuale successivo (8% nel caso peggiore), il valore della tariffa sarebbe inferiore, nei successivi tre anni di vita del decreto, di un 4,59% medio rispetto alla proposta congiunta GIFI-ASSOSOLARE-APER (impianti su edifici) e di un 11,33% medio (altri impianti FV)”
  • “Si nota un disallineamento tra proposta GIFI-ASSOSOLARE-APER e bozza ministeriale riguardo il valore della potenza per il primo scaglione (6 kW contro 3 kW)”
  • “Non viene menzionato l’incremento percentuale della tariffa incentivante nel caso di bonifica eternit/amianto”
Per tutti quelli interessati a conoscere in dettaglio l’interessante ed accurato studio potete leggere il documento in PDF



Secondo voci che circolano negli ambienti di solito ben informati, la bozza del Decreto Ministeriale che dovrà aggiornare le incentivazioni del fotovoltaico dopo il 2010 prevede tariffe incentivanti che diminuiscono di circa il 10% ogni anno ed un massimo di 1500MW di potenza incentivabile (solamente 300MW in più rispetto al tetto di 1200MW previsti attualmente).
Giudizi molto critici sono stati espressi dalle associazioni di categoria.
Per quanto riguarda il
tetto di potenza fotovoltaica incentivabile le associazioni, ASSOSOLARE, GIFI, ANIE e APER avevano avanzato la richiesta di fissarla a 8GW nel quinquennio 2011-2015.
Riguardo alle tariffe poi, sono unanimemente giudicate eccessive le riduzioni previste nella bozza. Come avevamo già scritto, la proposta delle associazioni era stata di una riduzione “consistente “ pari al 5-18% nel primo anno 2011 per poi diminuire del 4% ogni anno successivo. In questo modo ci sarebbe maggiore coerenza tra incentivi e costi degli impianti , previsti anch’essi in diminuzione.Da parte del Governo si registrano le prime reazioni. Il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia ha dichiarato: “Cercheremo di ridurre gli incentivi , non come ha fatto la Spagna in modo traumatico, ma gradualmente”aggiungendo poi che “gli incentivi in Italia sono comunque più generosi di quelli europei”.



Proposta congiunta dalle tre principali associazioni di categoria per le future tariffe
Come sarà Conto Energia dal 2011 in poi? Il 12-11-2009 le tre principali associazioni del settore hanno unito le voci per far giungere una proposta condivisa ai ministeri competenti. ANIE-GIFI e Assosolare, le due associazioni che raccolgono gran parte degli operatori italiani del fotovoltaico assieme ad Aper, l’associazione dei produttori di rinnovabili hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente, una posizione unitaria sulla revisione del Conto Energia al 2011.



 

pad5fieracon il presente articolo intende fare un preciso resoconto riguardo l'interessante e seguitissimo convegno dal titolo "Il Fotovoltaico che verrà: mercato ed incentivi dopo il 2010", organizzato da GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltache Italiane) e tenutosi all'interno di PV ROME, fiera internazionale sul fotovoltaico. Il tavolo era tra i più prestigiosi e composto da: GSE (Gestore Servizi Elettrici) rappresentato dal Dr. F. Trezza; Prof. A. Lorenzoni (Università degli Studi di Padova); segretario generale EPIA (European Photovoltaic Industry Association) Dr. A. El Gammal; Dr. G. Gremes Presidente GIFI; Rappresentante di NE (Nonisma Energia); Dr. L. Marra in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico.
Esamineremo i passaggi più interessanti di ognuno dei soggetti sopra elencati, per meglio capire cosa il futuro ci riserva.
GSE
Ha messo a confronto i sistemi di incentivazione, relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, tra quelli presenti in Europa. L'importanza di questo lavoro risiede in un confronto normalizzato, rispetto a diversi fattori, dei vari incentivi erogati dai diversi paesi in modo omogeneo. Il risultato è molto importante e mette in evidenza come l'Italia sia il paese ad offrire gli incentivi più convenienti in Europa, sia per gli impianti privati che per quelli commerciali. Viene anche sottolineato come nel nostro paese gli impianti realizzati, in media, non siano di ottimo livello (problema dovuto, aggiungiamo noi di IngSurianiGiuseppe.com, alla massiccia presenza di operatori non particolarmente professionali che hanno deciso di scendere in questo campo per lo più per cavalcare questa grossa onda. Tuttavia, pensiamo che questo sia un problema fisiologico di questa particolare fase e sarà via via superato avanzando verso la maturità del sistema Fotovoltaico, che filtrerà in modo tale da lasciare in vita i professionisti più seri e competenti e le più grandi realtà commerciali ed industriali). Infine riportiamo i fattori critici e favorevoli, secondo il GSE, per lo sviluppo del mercato Fotovoltaico.
Criticità:
  • incertezza su tariffe e potenza incentivabile nel medio periodo;
  • sviluppo della rete MT e AT  medio e lungo termine soprattutto nel meridione, per evitare che il problema dell'impossibilità di allaccio di impianti realizzati;
  • non uniformità nel territorio nazionale dei processi autorizzativi;
  • sviluppo di un'integrata filiera industriale nazionale;
  • il valore elevato degli incentivi con un minimo tasso di regressione annua non porta alla riduzione dei costi per l'utente finale mentre favorisce figure di intermediazione, soprattutto nella fase autorizzativa degli impianti;
  • scarsa attenzione gli aspetti energetico ambientali nella pianificazione di strutture edilizie;
  • congiuntura economica che attualmente determina maggiori difficoltà nell'erogazione dei finanziamenti.
Fattori favorevoli:
  • strumenti di incentivazione adeguati alla maturità tecnologica elle fonti (in realtà nel nostro paese viene riconosciuto un €/kWh elevato rispetto agli altri paesi);
  • previste ulteriori misure di accompagnamento alla produzione per la semplificazione gestionale, in particolare della generazione diffusa (ritiro dedicato e scambio sul posto);
  • progressivo cambiamento di mentalità (attenzione crescente alle questioni energetico-ambientali);
  • maggiore integrazione mondo universitario (ricerca) - settore produttivo;
  • contesto internazionale favorevole (impegni UE su FER e Protocollo di Kyoto ed esigenze di sicurezza approvvigionamenti).
Prof. A. Lorenzoni
Lorenzoni, docente di Economia dell’Energia presso l’Università di Padova e direttore di ricerca dell’Iefe (Istituto di Economia e Politica delle fonti di energia e dell"ambiente) dell’Università Bocconi di Milano, ha realizzato per GIFI un lavoro sulla stima del valore di un programma di investimento nel settore fotovoltaico. I dati emersi evidenziano come, con il regime tariffario proposto, al 2020 si garantirebbe l'installazione di 15.000 MWp di impianti fotovoltaici e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90.000 posti di lavoro. L'incentivazione assicurerebbe entrate nelle casse dello Stato per 521 milioni di € come IVA sugli investimenti dell'industria da sommare ai 156 milioni di € risparmiati per le emissioni nocive di CO2 evitate.
EPIA
Tocca alcuni punti cruciali estratti dallo studio "Set For 2020". Prodotto da EPIA, in cooperazione con la società di consulenza di gestione strategica A. T. Kearney, spiega come l'energia fotovoltaica potrebbe diffondersi largamente in Europa entro il 2020. Lo studio prevede tre possibili scenari:
  1. Scenario di Base, con una domanda europea di energia elettrica intorno al 4% da produzione fotovoltaica e una potenza installata superiore ai 100 GW;
  2. Scenario Accelerato, con una domanda europea di energia elettrica intorno al 6% da produzione fotovoltaica e una potenza installata intorno ai 175 GW;
  3. Scenario di Cambiamento (è un obiettivo impegnativo ma desiderabile e raggiungibile), con una domanda europea di energia elettrica intorno al 12% da produzione fotovoltaica e una potenza installata intorno ai 380 GW.
Infine ci si chiede se l'Italia rappresenti un mercato e un'industria fotovoltaica sostenibile e di punta. A tal proposito vengono proposte alcune positive condizioni relative al mercato italiano:
  • Elevata radiazione solare e prezzo dell'elettricità (fattori che contribuiscono ad avere a vista la "Grid Parity");
  • Ritiro dedicato - Scambio sul posto;
  • Dipendenza energetica da altri paesi;
  • Generazione energetica distribuita.
A fronte delle condizioni sopra elencate bisogna sostenere i seguenti punti, affinché si possa parlare di mercato sostenibile e di punta:
  • Ragionevole IRR (Internal Rate of Return, funzione di matematica finanziaria per la valutazione di un investimento) relativo gli incentivi da produzione di energia Fotovoltaica;
  • Semplificazione e trasparenza elle procedure amministrative;
  • Stabilità e prevedibilità della politica di sostegno al fotovoltaico;
  • Partecipazione del Fotovoltaico in un piano d'azione nazionale che riguardi le energie rinnovabili.
GIFI
La proposta GIFI/ANIE per il nuovo Conto Energia, è stata frutto di un ampia e partecipativa consultazione con i rappresentanti dell'industrie associate, di incontri con i vertici di Confindustria e dei rappresentanti politici coinvolti. La strada che si intende percorrere, infatti, è proprio quella della piena condivisione tra GIFI, Assosolare e Aper di una proposta da portare sul tavolo del governo, in modo da poter garantire crescita e solidità al mercato italiano del Fotovoltaico. Vediamo in maggiore dettaglio come si articola la proposta.
Nuove classi di potenza e tipologie d'impianto
Gifi ritiene auspicabile che dal 1° Gennaio 2011 ci sia la seguente suddivisione in 5 classi di potenza (a differenza dell'attuale che ne prevede 3: 1<P(kW)<3; 3<P(kW)<20; P(kW)>20):
  • 1 - 6 kW;
  • 6 - 50 kW;
  • 50 - 200 kW;
  • 200 - 1000 kW;
  • > 1000 kW.
e adottare due tipologie di impianti:
  • a terra;
  • su edifici.
I motivi di queste suddivisioni derivano principalmente da ragioni di natura economica, infatti, i costi da sostenere per la realizzazione di impianti di diversa taglia possono differire anche in modo sostanziale; si hanno costi diversi, anche per connessioni in MT e AT. In questo modo, inoltre, si cerca di diminuire l'attuale difficoltà nell'interpretazione dell'integrazione architettonica.

Il nuovo schema tariffario
tariffe-GIFI
Secondo la visione di GIFI, il precedente schema garantirebbe:
  • una equa remunerazione dei costi di esercizio e di investimento;
  • uno sviluppo sostenibile del mercato;
  • competitività alla filiera industriale nazionale;
  • creazione di posti di lavoro;
  • un tempo di ritorno (non attualizzato) di circa 9 anni (TIR>=8%);
  • transizione verso la Grid Parity.
La proposta di GIFI, valida per cinque anni (2011-2015), innalza il limite di potenza incentivabile ad almeno 7.000 MWp (dagli attuali 1.200 MWp). Lascia invariata a 20 anni la durata  della tariffa incentivante, che vedrebbe una diminuzione annua del 5% (dall'attuale 2%), continuando a mantenere il sistema dello "Scambio sul Posto" e della "Vendita di Energia". GIFI propone anche di adeguare la tariffa incentivante al 31 Luglio di ogni anno anziché al 31 Dicembre. In virtù di ciò la tariffa in vigore dal 2011 avrebbe validità di un anno e mezzo, fino al 31 Luglio 2012.
Benefici addizionali
Vengono inoltre ipotizzati bonus speciali che aumenterebbero la tariffa di base:
  • GIFI propone una Integrazione Architettonica realizzata seriamente e senza possibilità di interpretazioni da parte del testo: +25%;
  • installazioni compromesse dal punto di vista ambientale (ave, discariche, etc.): 10%;
  • sostituzione coperture eternit/amianto: 10%.
Nuove regole tecniche proposte
  • Ammettere il Fotovoltaico a Concentrazione (CEI-EN 62108) all'incentivo
  • Eliminare il limite di 2 anni per il potenziamento dell'impianto
  • Estensione del limite di 60 gg per la trasmissione al GSE della documentazione di connessione
  • Semplificazioni autorizzative, omogenee per l'intero territorio nazionale, per impianti >20 kWp (solo DIA) in assenza di vincoli (art. 12 D.Lgs 387/2003)
Nonisma Energia (NE)
E' una società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale, il cui obiettivo è capire e anticipare le dinamiche di fondo dei mercati e dell'industria. Ha realizzato uno studio sui futuri scenari che si potrebbero presentare in Italia in base alla presenza o meno di diversi fattori. NE crede che l'andamento del mercato fotovoltaico è legato ad un set di driver aventi natura regolatoria (incertezza sul futuro post conto energia, entità della diminuzione della tariffa incentivante) e di mercato (disponibilità finanziaria sul mercato dei capitali, prezzo pannelli, sviluppo tecnologico). L'evoluzione e le dimensioni del mercato saranno determinate dalla specifica configurazione che assumeranno tali variabili. NE pensa anche che la possibilità che si verifichi entro una certa data una riduzione tariffaria tale da non essere compensata dalla riduzione dei prezzi dei pannelli porterebbe gli investitori ad una corsa alle installazioni di tali impianti entro tale termine, in modo da beneficiare dell'incentivo più elevato. La forte crescita delle installazioni che si verifica in questo frangente e correlata alle attese o alle percezioni di riduzione della tariffa incentivante nel periodo immediatamente successivo. A questo proposito, è importante conoscere il prima possibile le nuove direttive del Conto Energia (in vigore dal 2011), perché minore sarà tale tempo d'incertezza sul futuro, minore sarà l'incertezza sul mercato. Per quanto riguarda lo sviluppo del fotovoltaico al 2012, NE individua tre possibili scenari in base al tipo di revisione della tariffa incentivante:
  1. scenario base;
  2. scenario critico;
  3. scenario di continuità.
NE conclude il proprio intervento soffermandosi su 4 punti:
  • Rischio canniballizzazione investimenti. La riduzione drastica degli investimenti nel 2011, determinerebbe un impatto finanziario nel 2010 con "concentrazione degli investimenti" nel fotovoltaico di grande taglia, a scapito degli altri segmenti e settori delle fonti rinnovabili ("huge window of opportunity").
  • Short termism: rischio "Boom & Dust". La definizione nel breve periodo (2012-2015) della tariffa incentivante consente di stabilizzare il settore nazionale e sbloccare investimenti a più alto valore aggiunto. In tal senso è opportuno conservare l'attuale struttura del conto energia (no changing law).
  • Edilizia e Fotovoltaico. Pur mantenendo la struttura tariffaria deve progressivamente incentivare gli interventi su strutture esistenti.
  • Cost effectivity e Technology innovation. La tariffa incentivante deve evitare sia contrazioni eccessive della redditività sia fenomeni speculativi in linea con mercato e sviluppo delle tecnologie fotovoltaiche.

Ministero dello Sviluppo Economico
Il Dr. Luciano Marra ha iniziato il suo intervento dicendo che oggi si ragiona su come "proseguire e migliorare il sistema di incentivazione", e non su proseguire o meno, e già questo rappresenta un fatto molto importante. A tal proposito il costo a sostegno dei 1200 MW è molto considerevole e questo è un'ulteriore motivo per cui bisogna proseguire sulla strada degli incentivi. La volontà, continua Marra, è quella di sostenere e accrescere la filiera italiana per la produzione di componenti e sistemi fotovoltaici. Riguardo alla proposta fatta da GIFI, dice di averla recepita e la ritiene molto interessante in molti dei suoi punti: come la diminuzione degli incentivi in modo da permettere una crescita efficiente del sistema, così da non provocare effetti speculativi; risulta in accordo con la suddivisione in varie classi di potenza (magari con qualche variante) e anche sulla divisione tra tipologia a terra e su edifici, anche se su questo ultimo punto bisogna essere molto chiari e precisi. D'altra parte i 7 GW di potenza incentivabile sembrano eccessivi, soprattutto alla luce di un'eventuale "periodo buffer" come quello che si presenterà (14 mesi per i privati e 24 mesi per i soggetti pubblici) dopo il raggiungimento dei 1,2 GW. Infine, Marra, è sembrato titubante sulla durata di 5 anni del nuovo conto energia, ma vede piuttosto un orizzonte temporale più ravvicinato, nell'ottica del possibile raggiungimento della Grid Parity.

La nostra conclusione
E' stata opinione comune che l'attuale Conto Energia italiano si è rivelato un grande successo (uno tra i pochi esempi in cui in Italia qualcosa funziona bene e in modo efficiente).
Questo importante tavolo di confronto lo lasciamo con la (quasi) certezza che ci sarà una continuità in termini di politica incentivante nel settore delle energie rinnovabili, allo scopo primario di cercare di alimentare e sostenere la crescita del mercato in questione. Ciò permetterà una crescita industriale con prospettive di grossi investimenti, soprattutto nell'ambito della ricerca, in modo da accompagnare il mercato verso la sua maturità ed autosufficienza.
Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 16:40
 
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